giovedì 8 novembre 2012

Risultati concorso "A la Orilla del Vento"

Finalmente sono stati pubblicati i risultati del XVI Concorso per la creazione di albi illustrati "A la Orilla del Viento" indetto dal Fondo de Cultura Económica del Messico.
Nel bando era richiesto il prototipo completo di un albo illustrato a tema libero.




La giuria  composta dall' illustratore Spagnolo Javier Zabala, dalla Venezuelana Maria Beatriz Medina, esperta di editoria e responsabile della rivista per bambini "Parapara" e dall' artista Brasiliano Fernando Vilela, ha decretato che il premio di 150.000 pesos messicani (circa 8.700 euro) come anticipo sui diritti d'autore e la pubblicazione del libro nella collana Los Especiales de A la Orilla de Viento è stato vinto dall'italiana Daniela Iride Murgia con il progetto intitolato "Qui era Max", ispirato alla vita dell'artista surrealista Tedesco Max Ernst.









nb.  tutte le immagini sono dei rispettivi proprietari




martedì 30 ottobre 2012

Mondi Alternativi

Il primo Novembre in occasione del Lucca Comics si inaugurerà la mostra “MONDI ALTERNATIVI Risposte d’artista alla Terra che cambia…o sparisce!”, che nasce dalle tavole selezionate al VI Concorso “Lucca Junior” per Illustratori e Fumettisti.
Al concorso hanno partecipato di più di 160 artisti, tra illustratori e fumettisti (professionisti e non), tra i quali sono state scelte le 30 migliori tavole.

La mostra si terrà all' Auditorium San Romano a Lucca dall’1 al 4 novembre, l'ingresso é libero e gli orari d'apertura sono dalle 9.00 alle 19.00

Illustrazione di Amelia Chieco

Ecco la mia illustrazione selezionata per la mostra.
L'ho fatta in un paio di pomeriggi, così, tanto per provare...
E' stata un'inaspettata sorpresa sapere di essere stata selezionata! Non me l'aspettavo proprio!

Date un occhiata alla Gallery per vedere le bellissime e diversissime interpretazioni del tema.
Fra i selezionati altri due Pugliesi:
Massimiliano di Lauro, illustratore tranese che tra l'altro ha vinto il Premio Speciale della Giuria,


Illustrazione di Massimiliano di Lauro


e Carmela Leuzzi Illustratrice Barese.

Illustrazione di Carmela Leuzzi


Sono fiera dei miei colleghi Pugliesi, e del gruppo nato recentemente su Facebook La Puglia Racconta fra testo e immagine, creato da Daniela Giarratana, che mi sta consentendo di coscere tanti illustratori della mia terra!


Nb. Tutte le immagini sono dei rispettivi proprietari.

martedì 16 ottobre 2012

Comunicato stampa Le metamorfosi del Viaggiatore

 

Stati mentali, onirici e reali del partire < e del tornare >
 
Ha avuto un gran successo il Concorso, alla sua prima edizione, promosso dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e dall’Associazione Illustratori sul tema del viaggiare.
Indetto nel dicembre 2011, il Concorso si rivolgeva agli illustratori, fumettisti e artisti, italiani e stranieri. Il tema prescelto era quello del viaggio come rappresentazione visiva disegnata dell’esperienza personale e vissuta del partire e del tornare: dalla preparazione al viaggio di partenza a quella del ritorno, dai saluti delle persone che lasci ai volti delle persone che incontri, dallo straniamento alla conoscenza di nuovi luoghi. Ma anche viaggi onirici e immaginati, percorsi interiori e itinerari fantastici.
La giuria del Concorso, presieduta da Stefano Faravelli, famoso carnettista, ha selezionato 112 autori, le cui opere saranno esposte, dal 19 ottobre al 1° dicembre, in una mostra allestita presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di corso Magenta, a Milano.
Per la mostra (e il catalogo, edito da Carthusia, con introduzione di Walter Fochesato) sono state individuate 123 opere singole, 18 carnet de voyage e 9 fumetti.
 
Ospite d’onore della mostra sarà proprio Stefano Faravelli, nella sua veste di carnettista. Sarà dedicata a lui la Sezione Speciale della Mostra. 

Moleskine di Stefano Faravelli





“Stefano è il solo artista – afferma di lui Guido Ceronetti - in grado di dipingere con un capello presumibilmente corto, oppure un pelo di coniglio strappato in modo indolore...“.
Stefano Faravelli (1959), pittore, filosofo e orientalista, trae ispirazione dalle sue letture preferite - atlanti, enciclopedie e manuali di zoologia - e dai lunghi viaggi in Africa, e nel vicino, medio ed estremo Oriente.
Faravelli ha ricevuto un premio speciale alla Biennale du Carnet de Voyage di Clermont-Ferrand, e ha risvegliato anche in Italia l'interesse per queste opere, frutto di immediatezza e riflessione, nelle quali si compendiano - con strumenti semplici e sensibili come l'acquerello e la calligrafia - il talento, lo studio e la passione. I suoi carnet di viaggio raccontano Mali, Cina, India ed Egitto (pubblicati da EDT), e Giappone (De Agostini).
 
Nel corso della mostra, sono previsti incontri e laboratori con gli illustratori, tra cui naturalmente gli artisti ospiti. 
L’intento di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, responsabili per le scelte espositive delle Gallerie del Gruppo Credito Valtellinese, è mettere a punto un programma, particolarmente articolato, di proposte per le scuole e le famiglie: incontri, visite, laboratori con illustratori, una vera e propria “fucina” che vuole avvicinare alla mostra e al tema dell’illustrazione i pubblici più diversi. Le Gallerie sono un luogo importante di incontro tra arte e ragazzi, luoghi dove la famiglia e/o la classe possono trascorrere momenti formativi di crescita dove non si viene giudicati ma dove si è protagonisti in una relazione che dà spazio alla fantasia, all’immaginazione e alle domande. A volte anche in un salutare colloquio muto e interiore.
 
Coordinate mostra
 
Titolo LE METAMORFOSI DEL VIAGGIATORE
Stati mentali, onirici e reali del partire < e del tornare >
Sede Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta n. 59 – Milano
Durata 19 ottobre – 1 dicembre 2012
Vernice per la stampa giovedì 18 ottobre ore 12.00
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Inaugurazione giovedì 18 ottobre ore 18.30
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Orari e ingressi Galleria Gruppo Credito Valtellinese
da martedì a venerdì 15.00 – 19.00
sabato 10.00 – 18.00
chiuso domenica e lunedì – INGRESSO LIBERO
Visite guidate su prenotazione per le scuole anche fuori dall’orario di apertura
Civita Servizi
+39 0243.353.522
www.civita.it
Informazioni al pubblico Galleria Gruppo Credito Valtellinese
tel. +39 0248.008.015
www.creval.it
Ufficio Stampa Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
tel. +39 049.663.499
info@studioesseci.net
 
Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
con la collaborazione di Associazione Illustratori

lunedì 15 ottobre 2012

Partenze e ritorni

Il 19 ottobre si inaugura la mostra "Le metamorfosi del Viaggiatore", presso la Galleria del Gruppo Credito Valtellinese a Milano.



Ecco la mia illustrazione in mostra...
Ha una lunga e strana storia...
É la storia di una valigia BLU, la valigia che un po' di anni fa mio fratello Piero ha portato con se per trasferirsi a Milano, é la storia di un distacco...
Empty baggage, bagaglio vuoto, perché allora anche io mi sentivo come un involucro vuoto...




Adesso a distanza di anni, quella valigia ha assunto per me un valore diverso, piano piano si è riempita di cose nuove e bellissime, alcune sono ancora da piegare, e poi  c'è sempre quello scomparto che non riuscirò mai più a riempire...
Mio fratello è tornato a vivere a Bari, è tornato in un caldo pomeriggio di Agosto, con un furgoncino BLU  pieno di belle novità, BLU come la valigia con cui era partito.
Quando ho visto quel furgoncino BLU,  ho pensato subito che dovevo fare un'altra illustrazione da affiancare a questa...
Quando ho visto quel furgoncino BLU, mi sembrava tutto così strano.
Quando Piero è sceso da quel furgoncino BLU, lo ha parcheggiato davanti alla spiaggia, e abbiamo mangiato della focaccia in giardino, tutti insieme...la famiglia allargata (mariti, cognate, figlio, padre, cane, amici-quasi-fratelli) al completo...o quasi...e avevo la testa vuota, mi sembrava che mio fratello dovesse ripartire l'indomani, come tutte le alre volte.
Quando tutti sono andati via, ho continuato a guardare quel furgoncino BLU e a pensare a quella valigia BLU, e alla disgrazia che ha colpito la mia mia famiglia un po' di anni fa, quando la mia mamma si è ammalata ed è volata via, e a come piano piano tutti abbiamo affrontato il nostro dolore e ci siamo risollevati...e ho realizzato che mio fratello era davvero tornato a casa, e ho pensato a come dovesse essere strano anche per lui, non dover più ripartire, dover ricominciare una vita nuova, in una città vecchia, e poi sono scoppiata in un pianto liberatorio...questo non lo sa nessuno (ecco ora lo sapete tutti!), perchè in fondo sono anch'io come una valigia chiusa e raramente mostro i miei maglioni spiegazzati e i miei calzini spaiati.
Adesso per ironia della sorte mio fratello è qui, e la mia valigia BLU è a Milano, ed è stata proprio Grazia la moglie di Piero (nonchè mia grande amica di infanzia) a consegnare alla galleria, la busta sigillata che conteneva l'illustrazione (ignorandone il contenuto).
Ecco ora lo sai Grazia...spero che alla fine della mostra questa illustrazione possa finire sulle pareti di casa vostra insieme al furgoncino BLU e a Mr. Scamorzino (ma questa è un'altra lunga storia).

Strana storia vero?

Scusate se ho divagato un po' e sono finita a raccontare cose un po' troppo personali...ma vedete quante cose possono esserci dietro un disegno con una piccola valigia  BLU?

lunedì 8 ottobre 2012

Di foglie un cadere fragile

Uff! Nonostante il caldo, siamo in autunno, e come ogni anno, da buona insegnante precaria, sono alle prese con una nuova scuola, nuovi alunni, nuovi colleghi, nuove regole da seguire...ecc
Sono ancora in fase di rodaggio, quindi mi scuso con tutti e con me stessa, se sto trascurando il mio piccolo adorato blog!
E a proposito di autunno, l'illustrazione che vi presento, è intitolata "Di foglie un cadere fragile".
No, non é soltanto la citazione di un verso della poesia Novembre, di Giovanni Pascoli.
E' l'illustrazione autunnale, che ho realizzato per partecipare alla selezione di Illustrati di Novembre.
Ultimamente le mie illustrazioni sono più colorate, credo di aver trovato il giusto equilibrio fra i colori, finalmente, sono abbastanza soddisfatta del mio lavoro e comunque questa tecnica mi è congeniale.





Il soggetto dell'illustrazione non è nuovo per me, perchè lo stesso albero lo avevo disegnato qualche anno fa nel polittico su sei tele, che ho regalato alla mia amica Milena per il suo matrimonio. 
 



In questo caso l'albero però non è una semplice rappresentazione dell'autunno,  perchè sta a simboleggiare una famiglia, una sorta di albero genealogico, i cui rami si intrecciano ai rami di altri alberi, di altre famiglie quindi, l'unione, il matrimonio.


  


 
  

  


Nella prima tela,  c'è una bambina al mare, perché é lì che io e Milena ci siamo conosciute, e poi una sirena, una donna ormai adulta, che al posto della coda ha un abito da sposa.


 


 


Ed infine una finestra che si affaccia sul mare, affinche anche a Milano dove la mia cara amica abita, possa vedere un pezzetto del suo mare.


venerdì 21 settembre 2012

Piccoli ometti crescono

Oggi non parlerò di illustrazione, né di cucito, né di riciclo creativo...oggi parleró di scuola...e di maestre...
Qualche mese fa ho scritto e disegnato della mia maestra di scuola elementare, ma questa volta mi fa piacere parlare della maestra di Juri.
In realtà la conosco appena, visto che il mio piccolo ometto biondo, si é affacciato da pochi giorni al mondo della scuola per l'infanzia pubblica, dopo due riuscitissimi anni di nido privato.
Questa giovane maestra, però mi é stata simpatica subito, dolce e autorevole al tempo stesso.
Il primo giorno di scuola ha donato a tutti i bimbi un palloncino e a tutti i genitori un foglio arrotolato e legato con un pezzo di nastrino colorato.
Dentro c'era un augurio per l'inizio di questa esperienza, ma anche un augurio per la vita.



TUTTO QUELLO CHE MI SERVE SAPERE
Di Robert Fulghum

La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l’ ho imparata all’asilo. La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell’infanzia. Queste sono le cose che ho appreso:
Dividere tutto con gli altri.
Giocare correttamente.
Non fare male alla gente.
Rimettere le cose al posto.
Sistemare il disordine.
Non prendere ciò che non è mio.
Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
Lavarmi le mani prima di mangiare.
I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un po’ e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
Fare un riposino ogni pomeriggio.
Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri.
Essere consapevole del meraviglioso.
Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così. I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure.
Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la più importante di tutte: GUARDARE.Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole Auree, l’amore, l’igiene alimentare, l’ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.
Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l’intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l’ hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.

Non so se tutte le maestre abbiano questi pensieri carini, comunque é bello iniziare un percorso scolastico con queste premesse.

sabato 15 settembre 2012

La giostra di Cesenatico

Rieccomi qui!!
Diciamo che quest'estate me la sono presa comoda! Ho cercato di disontossicarmi un po' dalla tenologia e di non pensare a niente!! 
Però qualche illustrazioncina l'ho fatta...
Ieri c'è stata l'inaugurazione della mostra di illustrazione "Il mio classico", presso la libreria La Librellula di Gioia del Colle (Ba).
Si tratta di una mostra concorso i cui partecipanti sono stati scelti da una giuria composta da tre grandi illustratori: Antonio Boffa, Gianluca Garofalo e Pia Valentinis.
La mia illustrazione è stata selezionata!
Nel bando era richiesta la realizzazione di un'illustrazione ispirata a un classico della letteratura, io ho deciso di illustrare il racconto di Gianni Rodari intitolato "La giostra di Cesenatico" tratto da "Favole al telefono".


La giostra di Cesenatico

Una volta a Cesenatico, in riva al mare, capitò una giostra. Aveva in tutto sei cavalli di legno e sei jeep rosse, un po’ stinte, per i bambini di gusti più moderni. L’ometto che la spingeva a forza di braccia era piccolo, magro, scuro, e aveva la faccia di uno che mangia un giorno sì e due no. Insomma, non era certo una gran giostra, ma ai bambini doveva parere fatta di cioccolato, perchè le stavano sempre intorno in ammirazione e facevano capricci per salirvi.
“Cos’avrà questa giostra, il miele?” si dicevano le mamme. E proponevano ai bambini: “Andiamo a vedere i delfini nel canale, andiamo a sederci in quel caffè coi divanetti a dondolo”.
Niente: i bambini volevano la giostra.
Una sera un vecchio signore, dopo aver messo il nipote in una jeep, salì lui pure sulla giostra e montò in sella a un cavalluccio di legno. Ci stava scomodo, perchè aveva le gambe lunghe e i piedi gli toccavano terra, rideva. Ma appena l’ometto cominciò a far girare la giostra, che meraviglia: il vecchio signore si trovò in un attimo all’altezza del grattacielo di Cesenatico, e il suo cavalluccio galoppava nell’aria, puntando dritto il muso verso le nuvole. Guardò giù e vide tutta la Romagna, e poi tutta l’Italia, e poi la terra intera che si allontanava sotto gli zocccoli del cavalluccio e ben presto fu anche lei una piccola giostra azzurra che girava, girava, mostrando uno dopo l’altro i continenti e gli oceani, disegnati come su una carta geografica.
“Dove andremo?”, si domanda il vecchio signore. In quel momento gli passò davanti il nipotino, al volante della vecchia jeep rossa un po’ stinta, trasformata in un veicolo spaziale. E dietro a lui, in fila, tutti gli altri bambini, tranquilli e sicuri sulla loro orbita come tanti satelliti aritificiali.
L’omino della giostra chissà dov’era, ormai; però si sentiva ancora il disco che suonava un brutto cha-cha-cha: ogni giro di giostra durava un disco intero.
“Allora il trucco c’era”, si disse il vecchio signore.
“Quell’ometto dev’essere uno stregone”.
E pensò anche: “Se nel tempo di un disco faremo un giro intero della terra, batteremo il record di Gagarin”.
Ora la carovana spaziale sorvola l’Oceano Pacifico con tutte le sue isolette, l’Australia coi canguri che spiccavano salti, il Polo Sud, dove milioni di pinguini stavano con naso per aria. Ma non ci fu il tempo di contarli: al loro posto già gli indiani d’America facevano segnali col fumo, ed ecco i grattacieli di Nuova York, ed ecco un solo grattacielo, ed era quello di Cesenatico. Il disco era finito. Il vecchio signore si guardò intorno, stupito: era di nuovo sulla vecchia, pacifica giostra in riva all’Adriatico, l’ometto scuro e magro la stava frenando dolcemente, senza scosse.
Il vecchio signore scese traballando.
“Senta, lei”, disse all’ometto. Ma quello non aveva tempo di dargli retta, altri bambini avevano occupato i cavalli e le jeep, la giostra ripartiva per un altro giro del mondo.
“Dica”, ripeté il vecchio signore, un po’ stizzito.
L’ometto non lo guardò nemmeno. Spingeva la giostra, si vedevano passare in tondo le facce allegre dei bambini che cercavano quelle dei loro genitori, ferme in cerchio, tutte con un sorriso d’incoraggiamento sulle labbra.
Uno stregone quell’ometto da due soldi? Una giostra magica quella buffa macchina traballante al suono di un brutto cha-cha-cha.
“Via”, concluse il vecchio, “è meglio che non ne parli a nessuno. Forse riderebbero alle mie spalle e mi direbbero: Non sa che alla sua età è pericoloso andare in giostra, perchè vengono le vertigini?”

Gianni Rodari

Ecco la mia illustrazione, è realizzata a penna e collage.



Per il personaggio del nonno, ho utilizzato come modello, Rudy, mio padre, il nonno che tutti i bambini vorrebbero, buonissimo e giocherellone, fin troppo a volte!